Alfa Brabham (1977)

Foto di un'Alfa Brabham - 1977 in pista

Foto di un'Alfa Brabham - 1977 in pista

Il motore della 33 Campione del mondo per il ritorno in Formula 1

L'impegno ufficiale di Alfa Romeo in Formula 1 si era concluso al termine della stagione 1951 dopo i due Mondiali conquistati dalle "Alfetta" 158 e 159 di Nino Farina e Juan Manuel Fangio. Seguiranno, anni dopo, alcune sporadiche esperienze che vedono i propulsori V8 delle Tipo 33 installati su telai McLaren M14D nel 1970 e March 711 l'anno successivo, portati in pista soprattutto da Andrea de Adamich. In nessuno dei due casi si otterranno però risultati apprezzabili al punto di far pensare a un seguito.

L'opportunità di rientrare in grande stile nella massima serie si pone nuovamente nel 1975, nella stessa stagione in cui Autodelta riuscirà finalmente a conquistare il Campionato Mondiale Marche con la Tipo 33 TT 12, vincendo sette gare sulle otto disputate e dimostrando le indubbie qualità di potenza e affidabilità dei suoi 12 cilindri boxer. Viene quindi stretto un accordo con il Brabham Martini Racing Team, all'epoca gestito da Bernie Ecclestone. Il cuore dell'accordo è la fornitura del 12 cilindri della 33, cosa che rende necessarie alcune modifiche, in quanto sulla monoscocca BT 45 anche il propulsore svolge funzione portante. La vettura, progettata da Gordon Murray, viene presentata con un'affascinante livrea bianca con strisce blu e rosse e durante l'evento viene paragonata alla Tipo 512 di Ricart, l'unica Gran Premio Alfa Romeo a motore centrale posteriore; in seguito, strategie commerciali faranno optare per una colorazione rossa e blu. Le difficoltà non tardano a giungere: il propulsore è potente e affidabile, ma ancora pesante per una Formula 1. Il team ingaggia negli anni piloti di valore, tra cui Carlos Pace, John Watson e il Campione del mondo Niki Lauda, che nel 1978 otterrà due vittorie: in Svezia, dove verrà squalificato per l'utilizzo di uno stravagante "ventolone" per aspirare aria dal fondo e migliorare le deportanza, e al GP Dino Ferrari di Imola, prova non valida per  il Campionato. Nel 1979, alla BT48 è destinato un nuovo propulsore V12 con bancate a 60°, che con un ingombro ridotto permette un migliore disegno del fondo a effetto suolo. Ma i risultati non giungono e, mentre in pista già è schierata una monoposto completamente Alfa Romeo, il contratto viene reciso prima del termine della stagione.


condividi su

Logo Facebook Logo Twitter Logo Linkedin