F1 2018: il ritorno del Quadrifoglio

20/02/2018 15:00

La Alfa Romeo Sauber F1 Team riporta in circuito il "Quadrifoglio", il leggendario simbolo che dal 1923 identifica le più performanti realizzazioni firmate Alfa Romeo da gara. Posto sul modulo "engine cover" della nuova C37, il noto portafortuna vanta una storia affascinante che affonda le proprie radici nel mondo delle corse.

Il Quadrifoglio debutta nel 1923 sulla versione "Corsa" della nuova RL, capolavoro di Giuseppe Merosi. Per quanto sia intenso l'impegno, valido il progetto, curato il dettaglio e duro il sacrificio, nel mondo delle corse ci vuole anche un pizzico di buona sorte. Con queste premesse e malcelata superstizione, viene dipinto un portafortuna sui cofani delle vetture: il quadrifoglio verde. La vittoria andrà ad Ugo Sivocci, subito seguito dal compagno di quadra Ascari (il primo esibiva il quadrifoglio verde su fondo bianco romboidale, il secondo su sfondo triangolare) mentre anche la RL di Masetti si piazzerà al quarto posto. Una grande vittoria che lancerà definitivamente il Marchio nell'olimpo dei costruttori e farà del Quadrifoglio un vero e proprio logo ad identificare le vetture da competizione Alfa Romeo.

Lo stesso emblema appare nel 1925 sulla "P2" di Brilli Peri che trionfa nel primo "Campionato Mondiale di corse automobilistiche", il primo dei cinque Titoli Mondiali vinti da Alfa Romeo, e nel 1950 e nel 1951 quando Giuseppe "Nino" Farina e Juan Manuel Fangio portano le Alfa Romeo 158 e 159, le celebri "Alfetta", al successo nei primi due Campionati Mondiali di Formula 1. E oggi il leggendario simbolo ritorna nel massimo campionato automobilistico mostrando al mondo intero quanto sia ancora forte e vincente la filosofia Alfa Romeo, ovvero quella costante ricerca dell'eccellenza applicata alle competizioni  che poi viene trasferita in toto sulle vetture di produzione.

La leggenda continua.


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