SEDUTE D’AUTORE AL MUSEO ALFA ROMEO

13/12/2019 01:00

Un’installazione nel nome del design al Museo Alfa Romeo di Arese: “Feltri”, iconica poltrona disegnata da Gaetano Pesce per Cassina, dialoga con la maestosa 8C 2900 B Lungo, regina di stile negli anni ’30. Un progetto di 10 musei milanesi per stimolare la fruizione delle opere d’arte, nella capitale mondiale del design.

Da sabato 7 dicembre. Arte e bellezza, eleganza e design italiano. Le curve sinuose della Alfa Romeo 8C 2900 B Lungo e quelle avvolgenti di Feltri, iconica poltrona progettata da Gaetano Pesce per Cassina: un dialogo aperto tra “oggetti” solo apparentemente distanti, per unire le diverse eccellenze di Milano, città d’arte e capitale mondiale del design. Al Museo Storico Alfa Romeo di Arese va in scena, a partire da sabato 7 dicembre, questo inedito incontro tra auto e elementi di arredo, nell’ambito del progetto “Muse dialoganti”, promosso dall’Associazione MuseoCity e presentato martedì 3 dicembre al Museo del Novecento a Milano. Il progetto nasce dall’idea di far dialogare arte e design, l’opera d’arte e un elemento di arredo per poterla apprezzare pienamente. Ed ecco che 10 sedute straordinarie, prodotte e donate da 8 aziende italiane con la volontà di sostenere il consumo culturale, vengono accolte da 10 istituti culturali milanesi: oltre al Museo Alfa Romeo, la Casa Museo Boschi Di Stefano, il Civico Museo Archeologico, la GAM Galleria d’Arte Moderna, il Museo del Novecento, il Museo di Storia Naturale, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Palazzo Morando Costume Moda e Immagine, Pinacoteca Ambrosiana e Pinacoteca di Brera, dove campeggeranno, come vere e proprie installazioni, divani o poltrone di Baxter, Cappellini, Cassina, Giorgetti, Horm Italia, Kartell, Molteni & C. e Moroso. L’incontro tra funzionalità ed estetica è uno degli elementi fondanti del DNA Alfa Romeo: velocità e bellezza come valori da perseguire, leggerezza e semplicità come strumenti per conseguirli. Il Museo di Arese illustra un percorso di ricerca lungo 110 anni attraverso automobili che portano la firma dei più grandi designer italiani: da Bertone a Giugiaro, da Scaglione a Pininfarina, per arrivare al Centro Stile Alfa Romeo. Ed è proprio questa naturale propensione al design e alla bellezza che hanno portato la “casa” del marchio automobilistico milanese a partecipare al progetto “Muse dialoganti”. In quale area del Museo fermarsi per contemplare un’opera particolarmente significativa? La scelta era quasi obbligata: nella sezione chiamata Bellezza, dedicata al design, proprio davanti alla monumentale 8C 2900 B lungo del 1937, regina degli ambienti mondani dell’epoca e, al tempo stesso, “vettura di serie più veloce del mondo”, secondo la definizione di Cecil Clutton su Motor Sport. Un capolavoro della carrozzeria milanese Touring, con un “abito” sartoriale color azzurro polvere interamente realizzato a mano dai battilastra, a vestire una meccanica grintosa e potente, tanto da imporsi qualche anno dopo in quella massacrante corsa attraverso l’Italia che era la Mille Miglia. Davanti alla sagoma imponente della 8C 2900 B Lungo, oggetto del desiderio dei collezionisti di tutto il mondo, ci si potrà adesso accomodare in contemplazione, avvolti dall’abbraccio della poltrona Feltri, progettata da Gaetano Pesce e realizzata da Cassina. Un’opera unica, che si distingue per la sua grande malleabilità. Feltri nasce nel Centro Ricerche di Cassina, luogo di sperimentazione e avanguardia costruttiva dove Gaetano Pesce si dedicò al progetto studiando una complessa tecnica di produzione brevettata dall’azienda. Per il materiale, Gaetano Pesce ha pensato a “una nuova applicazione di una materia anziana che nei tempi lontani, prima del ‘tessuto’, era capace di proteggere i corpi umani sia dal freddo che dal caldo”. La forma è “semplice, a cavallo tra il vestito ed il sedile”, la tecnica “avanzata, che usa delle resine sintetiche secondo il loro essere “liquide”, prima della catalizzazione, e tradizionale, della manualità sapiente delle persone che lavorano alla Cassina“. La poltrona, interamente realizzata in feltro di lana spessa, abbina lo schienale avvolgente e modellabile alla parte inferiore rigida e resistente, impregnata di resina termoindurente. Il sedile è fissato alla struttura mediante legacci di canapa che profilano anche la parte superiore della seduta. Un confortevole materassino trapuntato accoppiato con ovatta di poliestere riveste l’interno della poltrona. Si chiamano “affinità elettive“ quelle caratteristiche di alcuni elementi di attrarsi reciprocamente in nuove composizioni. La poltrona “Feltri“ con i suoi volumi ampi e morbidi, plasmabili e comodi è l’inverso della 8C 2900, solida e stabile nella forma. Eppure le reciproche linee morbide trovano convergenze sorprendenti. “Sfida di questa iniziativa è l’integrazione di sedute che non inquinino visivamente gli spazi museali ma che al contrario si integrino e siano capaci di dialogare con l’ambiente e l’opera. Di fatto, ogni seduta in relazione all’opera diventa una piccola istallazione a sé, e racconta un rapporto possibile tra arte e design” raccontano Ludovica e Roberto Palomba , architetti e designers che hanno seguito il progetto dall’ideazione alla realizzazione. Il progetto è stato realizzato da MuseoCity in collaborazione con Palomba Serafini Associati e con il contributo di Fondazione Cariplo e UniCredit.

 

FELTRI by Cassina:scopri di più

 

Tags: Alfa

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