GP Tipo 159 “Alfetta” (1951)

Ancora Campione del Mondo

Dopo il travolgente successo del 1950, con il Mondiale conquistato da Giuseppe "Nino" Farina all'ultima gara, precedendo i due compagni di squadra Fangio e Fagioli, per la stagione 1951 Alfa Romeo decide di gareggiare ancora con l'"Alfetta", seppur evoluta tanto da essere denominata Tipo 159. Durante la stagione le "Alfetta" si dimostrano più veloci delle Ferrari, che tentano diverse vetture e varie tecnologie, ma l'enorme consumo di carburante costringe l'Alfa Romeo a continue soste per il rifornimento. Delle otto gare in Campionato, le prime tre sono vinte da Alfa Romeo, fatta salva la 500 Miglia di Indianapolis che, pur ancora inserita nel Campionato del mondo, viene regolarmente disertata dalle squadre europee. Fangio vince la prima gara, in Svizzera, mentre il compagno di squadra Farina si afferma in Belgio. Il Gran Premio dell'Automobile Club de France, valido anche come GP d'Europa, viene invece disputato sul velocissimo tracciato di Reims e per l'occasione la squadra Alfa Romeo riporta in gara anche Luigi Fagioli, la terza "F" del 1950: dopo il ritiro della 159 di Fangio, sarà lui a cedergli la vettura al pit-stop, permettendogli di vincere la gara e conquistare quei punti che a fine stagione si sarebbero dimostrati preziosissimi. Infatti, all'appuntamento successivo, il GP di Gran Bretagna José Froilàn Gonzàlez riuscirà a precedere Fangio sul traguardo, regalando alla Ferrari la sua prima vittorio in Formula 1, dopo la quale lo stesso Enzo Ferrari scriverà una celebre lettera all'Alfa Romeo confessando: "Oggi ho ucciso mia madre". Quella del "Cabezon" è però solo la prima affermazione: nei Gran Premi successivi la vittoria andrà infatti ad Alberto Ascari. L'esito del Campionato è perciò incerto fino all'ultima gara, il Gran Premio di Spagna, dove Fangio e Alberto Ascari prendono il via a pari punti, con l'italiano della Ferrari forte della pole position.

Il tracciato cittadino di Pedralbes si rivela però insidioso, soprattutto per gli pneumatici: la squadra Ferrari decide di montarne un tipo mentre gli uomini dell'Alfa Romeo, notando un dechappage sospetto sulla vettura di Fangio durante le prove, optano per un altro. Sarà questa decisione a permettere a Fangio di vincere, con le Ferrari continuamente afflitte da problemi alle coperture. L'argentino conquista così il suo primo Campionato del Mondo, il primo dei cinque che l'hanno reso una leggenda dell'automobilismo.

Per l'Alfa Romeo è il coronamento di un grande lavoro di sviluppo, iniziato addirittura nel 1938 con la Tipo 158. Dopo un'attenta valutazione di tecnici e dirigenti, la squadra verrà ritirata dalla massima serie: la 159 è ormai giunta al massimo delle sue potenzialità e per vincere servirebbe una vettura nuova, che l'Alfa Romeo, impegnata con la produzione di serie, non può permettersi.


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